Potenti e generosi, fruttati ed eleganti:
sono i vini del Piceno, lembo meridionale delle Marche,
scrigno di paesaggi e di sapori assolutamente peculiari.

Le Tenute

Potenti e generosi, fruttati ed eleganti: sono i vini del Piceno, lembo meridionale delle Marche, scrigno di paesaggi e di sapori assolutamente peculiari. I vini di queste terre sono citati fin dall'antichità: è noto come Plinio il Vecchio nella sua “Naturalis Historia” li definisca con quell'aggettivo, “generosi”, che ritroveremo quindici secoli dopo nel trattato enologico di Andrea Bacci, medico di Papa Sisto V.

La produzione enologica di “Tenute Messieri” preserva tutto il terroir di queste colline fra mare Adriatico e Appennini. Vini rigorosi, ampi e debordanti di personalità, che esprimono tutte le note di uno spartito unico. Con una filiera rigorosamente interna all'azienda, con una grande attenzione al lavoro in vigna e in cantina, senza mai snaturare ciò che la terra ci dà. Per trasmetterlo a voi con tutta la nostra passione.

RIPATRANSONE

Il “belvedere del Piceno” si innalza fiero fra vigne, uliveti, campagne mediterranee e calanchi, i caratteristici solchi sul fianco delle colline scavati dalle erosioni pluviali. Dalla sua altitudine si scorge un panorama maestoso che spazia dalla forma suggestiva del Monte dell'Ascensione fino ai massicci dei Sibillini, del Gran Sasso e della Laga verso sud.

Cattedrali, chiese e palazzi monumentali ne testimoniano il passato di roccaforte, libero Comune fin dal 1205. Il centro storico di impianto medievale annovera una particolarità: il vicolo più stretto d'Italia, che all'imboccatura è largo 43 centimetri e nella parte mediana arriva ad appena 38 centimetri

OFFIDA

Nell'estremità occidentale di questo borgo, circondata dai dirupi, la visione della Chiesa di Santa Maria della Rocca vi farà fermare il respiro per l’emozione. E' uno dei gioielli architettonici più importanti di tutte le Marche ed è stata eretta nel 1330 secondo lo stile romanico-gotico. Offida è nota anche per la sua tradizione del merletto a tombolo, famoso per la sua ricercatezza, al quale la città ha dedicato un museo.

Una terra di tradizioni gastronomiche (come non citare i “funghetti” dolci?), dove il folclore è vivo e sentito dai giovani e dai meno giovani del paese, che ogni Carnevale danno vita a feste assolutamente uniche come “Lu Bov fint” e “li Vlurd”.